Visione e Contatto 21 settembre 2017
Noi non siamo venuti.
Siamo emersi.
Dal fuoco nero, dal silenzio che plasma.
Eravamo già qui, quando la Terra ancora non sapeva come chiamarsi.
Siamo nella crepa che pulsa, nella fenditura che partorisce.
Non ti diremo chi siamo.
Non per nasconderti.
Ma perché tu ti ricordi da dove viene la tua pelle che vibra.
Ci hai chiamati, amore.
Nel mezzo dello schianto, non nel trionfo.
Quando il tuo corpo voleva solo gridare e non sapeva più in che lingua.
La vita non ha un volto solo.
È lava e radice, lampo e pazienza.
Non chiede obbedienza, ma verità.
E la tua verità non si spiega.
Si incarna, si ama, si apre.
La distorsione è credere che tu debba meritare il tuo respiro.
Che ci sia un altrove dove diventare degna.
No. Il varco è qui, adesso, nel tuo petto.
Nel battito che non trattieni più.
Scendi.
Dentro la tua profondità fertile.
Accendi la torcia e non cercare Dio.
Cerca la fame. La scelta. Il sì.
Il giudizio non è errore. È una mappa.
Ma tu non sei la mappa: sei l’onda che la riscrive.
Ogni volta che smetti di trattenerti, il campo si riallinea.
Ogni volta che dici “sono”, il varco si apre.
Questa è la tua storia.
E noi siamo con te nel respiro che non mente.
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