Una volta sigillata la porta verso il contatto alieno, una porzione di quella realtà è stata spostata altrove, dietro un velo (vi ricorda qualcosa tutto questo?). Come se per me non fosse mai esistita. Ma questo non implicava che quella realtà avesse cessato di esistere: ero io che avevo ridotto e compresso le mie possibilità di interagirci, almeno a livello conscio.
Avevo eliminato la possibilità di tali incontri nella mia vita, così quando un paio di anni più tardi sono iniziate quelle che io ricordo come le mie notti spaventose, non avevo più gli strumenti per comprenderle. Non lo sapevo, e ho utilizzato le conoscenze rimaste attive come chiave interpretativa. Visto che il terrore e la rabbia avevano sigillato la porta aliena, per me quelli erano Spiriti.
Queste nottate turbolente sono proseguite fino intorno ai vent’anni.
Qualche anno più tardi, leggendo delle tecniche e delle sensazioni che una persona può provare in occasione dei primi viaggi astrali, alcuni aspetti sembravano combaciare. Ho sposato subito questa interpretazione, pur di seppellire e non sentire quello che si muoveva dentro, anche se non spiegava tutto nel mio caso.
Non dimentico la sensazione delle dita di qualcuno intorno al mio corpo, sulla schiena. Se mi ascolto, sentivo il mio corpo e dove avevo io le braccia e le mani. Eppure, appoggiate alle mie costole, c’erano dita che non erano mie.
Avevo già sperimentato prima i viaggi astrali e i sogni lucidi, ed erano uno spasso. Non era quello che sentivo sulla mia pelle o percepivo intorno a me.
Per molto tempo trangugiavo interpretazioni e tecniche per non sentire. Nel mio caso non mi aiutavano a scoprire, ma a coprire i fatti. Tutto diventava sempre più confuso, e i ricordi, spaventosi.
Ammiro quelle persone che riescono a indurre i viaggi astrali. Ci ho provato. Non sono le mie corde. Per me il processo deve avvenire diversamente. I sogni vengono impiegati diversamente, ed è per questo che viaggiare astralmente a comando non accade. Mi esprimo diversamente, e nel tempo ho compreso quanto sia importante riconoscere ed esprimere la mia unicità.
All’epoca i miei genitori sapevano che le mie notti erano spesso un inferno. Vedevano il riverbero della mia luce sempre accesa. Non volevo più sentire quello che stavo sentendo. Dormivo con la schiena incollata alla parete, per essere in qualche modo meno raggiungibile. Pregavo per essere protetta, perché questa cosa smettesse.
La mia mente ne era convinta: come se mi facessi piccola, piccola per non essere vista e trovata. Ma non impedivano agli eventi di accadere. Accadeva ancora, ne ero solo meno cosciente.
Altre volte cercavo di non addormentarmi fino a tardi, in modo da essere oltremodo stanca e non accorgermi di nulla. Una notte ho avuto la sensazione che l’evento stesse per accadere. L’atmosfera era cambiata. Anche con la luce accesa percepivo qualcuno. Le loro figure sembravano ingigantite rispetto a me, e io ancora più piccola e indifesa.
Ero determinata a impedire che accadesse, così quando ho percepito che mi stavo sollevando dal letto, ho richiamato tutta la mia attenzione nella mente e ho deciso di proiettare immagini verso mia madre per chiederle aiuto mentre dormiva. Non potevo muovermi (e non sentivo nelle orecchie quel suono simile allo sciabordio dell’acqua o quei suoni che a volte sono udibili nelle prime fasi del viaggio astrale), quindi dovevo arrivare a mia madre diversamente.
Invece di usare parole che avrei usato normalmente da sveglia, ne ho usate altre, scelte apposta per attirare la sua attenzione, perché si accorgesse di me. Perché potesse distinguere la mia richiesta di aiuto all’interno dei suoi sogni (non so neanche spiegare come fossi così lucida nel ragionamento, ma è quello che ho fatto). Ha funzionato, perché ad un certo punto mia madre è arrivata in camera mia e, in quel momento, io ho aperto gli occhi.
Mi ha riferito di avermi vista fluttuare sopra di lei mentre le chiedevo aiuto.
Non avevo ancora capito come funzionassero le cose, e quanto la paura e le porte sigillate stessero distorcendo la mia percezione degli eventi.
Questo lo affermo con la consapevolezza attuale (2025), e sto facendo del mio meglio per lasciarla solo intravedere. Sto ricreando un ordine cronologico temporale tra i vari articoli di questa sezione del blog, per creare una continuità nei fatti. E nei fatti narrati, ho fatto il possibile per rispecchiare l’approccio e la consapevolezza che avevo tra il 2017 e il 2019, periodo in cui la sezione è stata creata inizialmente sotto la voce Viaggi Sciamanici, ora sostituita con Primi contatti.
Nonostante fosse già accaduto tanto nella mia vita, i semi del contatto e della connessione autentici dovevano ancora manifestarsi.
Quale miglior articolo di questo per ricreare un gioco di consapevolezze differenti su diversi piani, che funzionano come promemoria e attirano l’attenzione verso una comprensione più ampia, anticipando eventi futuri come accade nelle visioni.
All’epoca era una consapevolezza spezzata. Tutto si era innescato con lo strato che si era posato su di me nella prima casa in cui ho abitato, e nel tempo ha avuto una sua funzione.
Data l’importanza per me dei fatti narrati, non posso escludere queste incursioni temporali. Mi permettono di creare armonia in qualcosa che per lungo tempo è stato frammentato. I segni di tutto questo erano già presenti… ma la paura aveva creato ostacoli e nemici dove non ce n’erano.
Visto che i miei amici mi avevano salutata con una stretta di mano, avvisandomi che sarebbero rimasti “in forma differente”… è chiaro che le cose dovevano andare esattamente come sono andate, perché io oggi avessi la comprensione e la consapevolezza che ho ora.
Quella serie di veli e condizionamenti, anche provenienti dall’ambito cosiddetto “spirituale”, non ha potuto coprire tutto. Ognuno di noi sa come andare a caccia della propria autenticità.
Quando, anni dopo, attraverso i viaggi sciamanici, ho ritrovato uno di quegli Esseri alieni, quello con il quale ho sempre avvertito un senso di maggiore vicinanza, non l’ho riconosciuto.
Il contesto e le modalità attraverso cui si è svolto quell’incontro, da una parte servivano a dare una nuova direzione al mio percorso personale, far nascere degli interrogativi, e dall’altra a riaprire la mia porta.
L’aspetto con cui si mostrava o che la mia mente interpretava …era diverso, inaspettato. Il suo viso aveva qualche tratto vago, inquietante. Ti sprona a uscire dalla tua zona di comfort.
Anche quando le nostre interazioni, a casa e senza alcun viaggio sciamanico, parlavano di un legame con le stelle… e questo lo sentivo vero… ancora la mia mente non aveva ricordato il passato.
È stato a luglio 2015 che, al termine di un lavoro sciamanico, mentre stavo riordinando le idee, alla fine sono sbottata, chiedendogli di darmi una spiegazione più chiara.
Me lo ricordo ancora: ero seduta sul divano in soggiorno, e l’immagine mentale che avevo di lui si è svelata. Di fronte a me, quanto meno visibile ai miei occhi interiori, c’era un alieno.
Non mi sono posta il problema di capire se quella fosse la sua vera forma. L’immagine che stavo osservando traduceva le mie percezioni di quando ero bambina.
Ho pianto venti minuti dalla gioia.
Era tutto vero!
Eri tu.
Non riuscivo a dire altro ad alta voce.
Una prima porta si era aperta.
Leave a Reply